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Piano nazionale liste d’attesa: nuove opportunità per la farmacia

Normativa & Professione

Piano nazionale liste d’attesa: nuove opportunità per la farmacia

Giuseppe Tura · 31 Agosto 2026 · 3 min di lettura

Piano nazionale liste d’attesa: nuove opportunità per la farmacia

Il Piano nazionale liste d’attesa 2026-2028 segna una svolta nel sistema salute e coinvolge direttamente la farmacia. Il nuovo decreto inserisce le farmacie nel circuito delle strategie regionali per decongestionare ospedali e ambulatori, chiamando i titolari a giocare un ruolo chiave nella presa in carico dei bisogni territoriali.

Piano nazionale liste d’attesa: cosa cambia per la farmacia

Il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale introduce una cornice operativa per orientare e alleggerire la pressione sulle strutture pubbliche. Per la prima volta le farmacie vengono riconosciute formalmente come snodo per attività di filtro, prenotazione e servizi in collaborazione con il SSR.

Nel provvedimento si parla di “governo della domanda”: le farmacie, tramite CUP, prenotazione e gestione informazioni ai pazienti, sono chiamate a contribuire a smistare la richiesta di prestazioni, indirizzandola verso il canale più idoneo. Non solo: cresce l’attenzione sulla farmacia come luogo dove realizzare prestazioni di primo livello (spesso non soggette a lista d’attesa vera e propria) e prevenzione.

Nuove opportunità e responsabilità nella gestione della domanda sanitaria

L’obiettivo dichiarato dal ministero è ridurre di almeno il 15% i tempi medi di attesa per prestazioni specialistiche entro il 2028. Per farlo, la presa in carico precoce a livello di territorio è decisiva.

  • Front office decentrato: tante Regioni, specie nel Nord, già prevedono la presenza dei CUP in farmacia, ma ora la spinta è nazionale. La complessità (regole, priorità, classi di urgenza) aumenta e richiede personale formato e organizzazione snella.
  • Nuovi servizi: tra la presa in carico e la prenotazione, la farmacia può proporre screening, telemonitoraggio, scarico referti e alcune prestazioni rapide (ad es. holter, ECG, autoanalisi), aiutando a “filtrare” e rinviare ai centri solo le reali urgenze.
  • Gestione delle priorità: il decreto impone tracciabilità dei tempi e comunicazione trasparente; sarà centrale anche la capacità della farmacia di formare il team per emergere come punto affidabile del percorso salute locale.

Miglioramento dei processi: organizzazione e marginalità

Per i titolari la sfida è duplice: ottimizzare i processi interni per gestire maggiori flussi di utenza e cogliere l’opportunità di presidiare nuove aree di servizio remunerate. Alcune farmacie pilota che hanno potenziato il servizio CUP e attivato servizi di screening hanno rilevato un aumento degli accessi del 10-12% in otto mesi, con una marginalità media per singolo servizio tra 5 e 15 euro netti, a seconda della regione e delle convenzioni locali.

È essenziale anche curare la formazione: la gestione di richieste complesse, comunicazione delle priorità di attesa e conoscenza delle regole di accesso al SSR sono competenze sempre più richieste. Gli investimenti in software di gestione appuntamenti, totem, e integrazione con il fascicolo sanitario elettronico si stanno traducendo in risparmi di tempo e riduzioni di errori amministrativi.

Cosa può fare la tua farmacia

  • Monitorare le convenzioni regionali: le modalità di coinvolgimento delle farmacie variano (CUP in farmacia, prestazioni di screening, refertazione rapida). Resta aggiornato sul calendario e le regole locali.
  • Formare il team sul front office: dedicare ore specifiche per aggiornamenti sugli algoritmi di priorità, sulla modulistica e sulla normativa, facilitando la gestione dei flussi e la compliance delle procedure.
  • Investire su software integrati: scegliere gestionali che interagiscano in tempo reale col SSR per prenotazioni e tracciabilità. Valuta soluzioni che ti consentano di aggregare anche servizi privati (qui un approfondimento sui servizi innovativi in farmacia).
  • Comunicare con i cittadini: la farmacia diventa sempre più un “punto informativo”. Spiega in modo trasparente la logica delle priorità, le attività possibili senza lista d’attesa e le risposte che puoi offrire direttamente (puoi scoprire corsi e strategie di comunicazione qui).

Una vera occasione di crescita per la farmacia

Il nuovo quadro normativo offre la possibilità di consolidare la farmacia come primo riferimento sanitario territoriale. Una buona organizzazione interna, l’aggancio alle reti di servizi digitali e la capacità di dialogare sia con il cittadino che con il SSR faranno la differenza fra chi subisce il cambiamento e chi lo trasforma in opportunità di crescita e presidio.

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