Regulation & Profession
Otc online e marketplace: dopo la sentenza europea, cosa cambia davvero per le farmacie italiane

L’argomento otc online e marketplace torna di stretta attualità : dopo la sentenza della Corte di giustizia Ue, la Francia consente la vendita di farmaci otc anche tramite grandi piattaforme come Amazon. Un cambio di scenario che interessa direttamente la farmacia italiana, ponendo interrogativi operativi e normativi cruciali per chi già vende online, chi vorrebbe entrare e chi resta alla finestra.
Otc online e marketplace: cosa dice la normativa europea
La sentenza Ue citata impone agli stati membri di non vietare la vendita online di medicinali senza obbligo di prescrizione (Otc) tramite marketplace: il farmacista resta comunque responsabile della dispensazione e dell’informazione al cliente. In Francia, questa svolta ha aperto la porta ad accordi tra farmacie e colossi dell’e-commerce come Amazon, ridefinendo i canali distributivi.
In Italia, il decreto legislativo 219/2006 vincola invece la vendita online di Otc all’e-commerce autorizzato, gestito direttamente dal titolare della farmacia, senza l’uso di piattaforme terze. Chi vende su marketplace rischia la sospensione dell’autorizzazione e sanzioni, come già successo per alcune farmacie coinvolte nelle restrizioni del 2023.
Impatto sul mercato e la realtà quotidiana della farmacia italiana
Nel nostro Paese solo il 7,8% delle farmacie ha un e-commerce attivo, e meno della metà genera più di 100 ordini/mese di Otc online (dati SFI 2023). L’apertura dell’online ai marketplace potrebbe ridisegnare l’accesso al canale digitale per moltissime farmacie medio-piccole, che attualmente faticano a investire in shop proprietari strutturati. Ma comporterebbe rischi su marginalità , controllo del servizio e branding.
L’esperienza francese mostra che la presenza su Amazon o simili aumenta la visibilità e il traffico, ma si traduce in un abbattimento delle commissioni: fino al 12% del valore del carrello, senza contare il costo per la logistica o eventuali servizi pubblicitari interni al marketplace. Il rischio? Disintermediazione del rapporto con il cliente-paziente, riduzione della fedeltà e scivolamento del servizio su una logica puramente transazionale.
Le implicazioni gestionali e le nuove responsabilitÃ
Anche nella nuova cornice europea, la farmacia resta formalmente responsabile della consegna e dell’informazione al cliente: la necessità di presidiare il processo (dalla validazione dell’ordine alle informazioni obbligatorie sui farmaci, fino alla consegna sicura ed alla privacy dei dati) persiste e in alcuni casi si complica, specie affidandosi a soggetti terzi. In più, è sempre il titolare a rispondere delle irregolarità davanti agli enti di controllo.
Brand, reputazione e scelta dei partner
Essere su un marketplace è una leva di visibilità ma rischia di appiattire il valore differenziale del punto vendita. Le recensioni negative, i resi mal gestiti, la mancata personalizzazione del servizio ricadono sulla reputazione della farmacia, anche quando il disservizio è generato dal partner logistico o dalla piattaforma. Per questo selezionare il canale, le condizioni contrattuali e gli standard qualitativi diventa strategico: un errore può costare clienti e, nei casi peggiori, l’autorizzazione stessa.
Cosa può fare la tua farmacia
- Monitorare costantemente l’evoluzione della normativa (sia in Italia sia a livello comunitario), confrontandosi con esperti e associazioni di categoria (qui trovi i nostri contatti per aggiornarti).
- Valutare rigorosamente la bontà dell’e-commerce proprietario rispetto ai costi e ai benefici di un eventuale futuro accesso ai marketplace, tenendo conto delle commissioni e delle regole di marginalità .
- Strutturare processi di order management, assistenza clienti e gestione resi che possano essere scalabili anche su canali esterni, con particolare attenzione alla privacy e alla tracciabilità (qui maggiori dettagli su soluzioni di gestione digitale).
- Rafforzare il brand e la reputazione online, con particolare cura delle recensioni e della coerenza tra servizio online e offline.
- Non avviare collaborazioni con marketplace finché non arriverà un quadro definitivo, per evitare di compromettere l’autorizzazione e incorrere in sanzioni.
Verso un nuovo scenario online: quale futuro per la farmacia italiana
Il caso francese e la sentenza europea sono segnali potenti di un cambiamento nelle regole della vendita Otc online. Per la farmacia italiana è tempo di prepararsi: chi si muove ora per aggiornare processi, competenze e strategie potrà cogliere le opportunità che emergeranno. Ma oggi, prima di ogni investimento, conta restare vigili su quanto stabilisce la legge nazionale e presidiare il valore del proprio lavoro anche nell’evoluzione digitale del settore.
Fai crescere la tua farmacia con Servizi Farmacia Italia
La scuola d’impresa dei farmacisti titolari: workshop, formazione ECM e servizi per il business della tua farmacia.